Il mio percorso alimentare: Gravidanza e post parto

Quando ho deciso di scrivere un articolo dedicato al mio percorso alimentare non avevo idea che vi sarebbe interessato così tanto! Ho ricevuto tantissimi messaggi in via privata soprattutto attraverso il mio profilo instagram da parte di molte ragazze che mi hanno raccontato a loro volta parte delle proprie esperienze di rapporto più o meno sereno con l’alimentazione, e il confronto che ne è nato è stato davvero molto interessante e come sempre ricco di spunti di riflessione.

La scelta di affrontare lo stesso argomento in due post separati nasce dal fatto che tutta la prima parte del mio percorso alimentare è stata burrascosa e il mio rapporto con il mondo dell’alimentazione e il cibo poco sereno, invece crescendo e diventando più consapevole di quanto l’alimentazione sia importante ho mantenuto nel corso degli anni un equilibrio che non pensavo avrei mai raggiunto visti i precedenti.

Oggi vi racconto di come sono diventata vegetariana, di come ho affrontato la gravidanza a tavola e il post parto.

L’ETA’ ADULTA E LA SCELTA VEGETARIANA

Il momento esatto in cui ho scelto di diventare vegetariana non lo ricordo, so solo che ad un certo punto mi sono accorta che non stavo più mangiando carne e pesce; eliminarli dalla mia alimentazione è stato semplice e non ha comportato una rinuncia eccessivamente complessa, soprattutto per quanto riguarda la carne e tutti i derivati come insaccati, salumi e carni conservate che ho sempre consumato pochissimo. Quando ero piccola una delle poche cose che mi piaceva davvero molto era la bresaola, poi ho iniziato a non apprezzarla più per il marcato odore che la caratterizza.

Più difficile è stato allontanarmi dal consumo di pesce, sono stata abituata a mangiare spesso il pesce sin da quando ero piccola e questo mi è sempre piaciuto molto in tanti modi ( a parte il fritto che odio in generale da sempre ), la zuppa di pesce, la sogliola alla mugnaia ( credo di aver contribuito in modo davvero molto attivo alla scomparsa di diversi esemplari di sogliole francesi durante le vacanze di famiglia in Normandia, la mangiavo praticamente ogni giorno), le cozze, i gamberi e i crostacei in generale, fino all’arrivo del sushi che ha caratterizzato molte delle mie cene anche quando ero anoressica, perché l’idea di consumare solo ed esclusivamente il sashimi mi faceva pensare di poter limitare le calorie. Si consumare mano a mano meno pesce è stato più difficile e ammetto ( si lo ammetto, per cui potete anche arrabbiarvi se lo ritenete opportuno) che ancora oggi quando sono in giro e mi accorgo che la sola proposta vegetariana disponibile è una tristissima insalata mista o un piatto di pasta al pomodoro allora mangio un secondo di pesce, o se sono invitata a cena e so che se dicessi che sono una vegetariana stretta metterei in seria difficoltà le persone che mi hanno invitata alla proposta di una cena a base di pesce accetto.

Gli anni, anche se pochi, del mio allontanamento dal cibo mi hanno portata anche ad eliminare alcuni alimenti che poi non ho più introdotto come appunto la carne; anche quando in seguito al periodo dell’anoressia ho ripreso a mangiare in modo più completo la carne e gli insaccati non sono più tornati nella mia dieta, il pesce si sporadicamente e i formaggi hanno ripreso un posto anche fin troppo importante sulla mia tavola.

Ciò che oggi mi porta a non voler consumare carne è anche il fatto di non sapere dove poterne acquistare che possa essere considerata da “mucche felici”, per quanto un animale allevato con il solo scopo di essere poi macellato per il nostro consumo possa ritenersi in qualche modo “felice”. Vi ho già ampiamente parlato di allevamenti intensivi, dei danni che provocano non solo agli animali che sono i primi protagonisti di questa triste industria, ma anche al nostro pianeta più in generale e resto sempre più convinta che purtroppo a oggi siano pochissimi quegli allevamenti considerati etici e dai quali potersi rifornire, io ho scelto diversi anni fa di non sostenere questo mercato e so che il mio contributo considerabile quasi pari a zero può però essere di esempio per chi magari ha ancora qualche dubbio o incertezza sul consumo o meno di carne e derivati.

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Nonostante io non consumi il latte, ho sempre amato molto i diversi tipi di latticini e formaggi e ancora oggi faccio fatica a privarmi di questi ultimi perché mi ingolosiscono davvero molto. E quando mi rendo conto che ne consumo troppi e troppo spesso cerco di limitarli per non andare in sovraccarico. Per quanto riguarda l’acquisto dei formaggi cerco di prediligere piccole realtà artigianali, che fortunatamente nella mia zona esistono ancora, piuttosto che andare al supermercato per il semplice fatto che la maggior parte delle piccole aziende agricole ha il proprio allevamento di mucche e non preclude ai vitelli di essere allattati dalle mamme, cosa che invece assolutamente non succede per le grandi aziende di produzione di formaggi industriali che si riforniscono di latte da allevamenti intensivi nei quali le mucche vengono brutalmente sfruttate per la produzione di latte anche molto dopo aver partorito e i vitelli vengono impossibilitati sin dalla nascita all’allattamento che sarebbe di loro unico diritto.

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Lo so che può sembrare un discorso assurdo, ma da mamma ad alto contatto e che ancora allatta il proprio figlio sapere che esistono delle creature che vengono allontanate e private del loro primario nutrimento e contatto con la madre sin da subito solo per destinare quel latte ad un’industria che produce tonnellate di formaggi, o imbottiglia litri e litri di latte che molto spesso viene anche buttato e di cui noi essere umani abbiamo dubbia necessità, se non nulla, mi rende davvero molto triste. Sto portando avanti il mio percorso di “disintossicazione” da latticini cercando di consumarne sempre meno fino e quei pochi cercando di acquistarli in modo consapevole ed etico.

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Le uova sono uno di quegli alimenti che utilizzo nelle diverse preparazioni ma che raramente consumo tal quali, non sono una appassionata di uova alla coque, sode o strapazzate preferisco consumare le uova all’interno di altre preparazioni come una frittata con le verdure o dei pancakes a colazione.

LA GRAVIDANZA E L’ALIMENTAZIONE VEGETARIANA

Prima di scoprire di essere incinta a giugno del 2015, stavo seguendo una dieta vegana, nessuno me lo aveva imposto ma semplicemente era un periodo in cui volevo provare a capire meglio come funzionasse un’alimentazione plant based e 100% vegan, cercando anche di limitare il consumo di glutine. Sapete cosa? stavo benissimo. Davvero! Ero piena di energia, lavoravo tantissimo e mi accorgevo che anche la mia pelle era splendente e davvero luminosa.

Ogni giorno iniziavo con una ricca colazione a base di yogurt non vaccino, la mia granola e una tazza di the o caffé (ecco, toglietemi tutto ma non il mio caffè del mattino). Dato che all’epoca ero nel pieno del marasma con la mia bakery e le ore di lavoro erano davvero tantissime, mangiavo poco e spesso ma bruciavo tutto per cui ero davvero tonica e in forma. Proseguivo la mia giornata con della frutta e frutta secca a metà mattina e nel pomeriggio e i pasti principali erano sempre dei piatti unici composti da verdure, cereali sempre diversi e delle proteine verdi come legumi, semi, tofu o seitan.

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A volte sentivo la mancanza dei formaggi, perché si mi creavano una vera dipendenza, ( leggi questo articolo per sapere come il formaggio possa creare dipendenza come una droga) ma passati i primi giorni difficili poi non è stato per nulla difficile farne a meno. In contemporanea avevo iniziato ad assumere la maca e la spirulina.

Dopo aver fatto il test e aver appurato il mio stato interessante ho prenotato la visita con la mia ginecologa che ovviamente si è interessata anche alle mie abitudini alimentari e al mio stile di vita in generale; ho sempre seguito la mia dieta vegetariana integrando come spesso viene consigliato, l’acido folico nei primi tre mesi; i miei esami erano sempre perfetti, non sono mai risultate carenze di alcun tipo e il mio bimbo cresceva benissimo nonostante io non mi alimentassi da onnivora. Non ho mai sofferto di nausee, se non proprio per pochissime settimane a causa di lavori che stavano facendo sul pianerottolo del mio appartamento e l’odore del truciolato mi dava il voltastomaco, per il resto ricordo solo che non riuscivo a mangiare né anacardi (che in realtà non ho mai consumato) né i ceci che invece facevano parte della mia alimentazione in modo molto ampio. Per il resto ho mantenuto la mia alimentazione normale riprendendo solo a consumare yogurt vaccino e qualche formaggio di tanto in tanto e di nuovo le uova.

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Nei mesi della gravidanza io ho sempre praticato il nuoto, in modo soft ma cercavo di andare a nuotare almeno due o tre volte alla settimana e tenermi in movimento mi ha aiutata tantissimo a non avere la sensazione di gonfiore e soprattutto a non aumentare eccessivamente di peso, in totale io ho preso 10 kg che poi ho perso in poco tempo.

La mia è stata una gravidanza davvero “semplice”, forse perchè avevo giornate così tanto impegnate lavorativamente parlando che non avevo tempo per aumentare di peso, né tanto meno di annoiarmi! Anzi avrei voluto trascorrere almeno l’ultimo mese in maggiore relax per godermi anche il mio pancione, ma non mi è stato possibile.

Oltre alla mia ginecologa io nel corso della gravidanza e per tutto il primo anno di vita del mio bambino sono stata seguita dalla mia bravissima omeopata, la stessa di cui vi ho parlato nella prima parte del mio articolo sul mio percorso alimentare. Lei mi ha sempre sostenuta con competenza anche se spesso mi invitata a re introdurre la carne nella mia alimentazione.

POST PARTO E ALLATTAMENTO

Dopo il parto e con l’inizio dell’allattamento ho avuto qualche momento difficile, non per l’allattamento in sé che è stato avviato in modo così veloce e semplice che non ho mai avuto problemi, ma perché i kg persi subito dopo il parto sono tornati quasi tutti nei primi sei mesi di allattamento.

Mi sentivo sempre il seno pronto a esplodere per la pressione del latte, trasbordavo latte e ancora oggi ho davvero una notevole produzione nonostante Tommy abbia due anni e mezzo. Avevo decisamente molta fame, molto più di quando ero incinta e tanta, tantissima sete.

Bevevo una media di tre o quattro litri di acqua e tisana durante il corso delle 24 ore, anche di notte anzi soprattutto nel corso della notte bevevo molto quando Tommy si attaccava al seno e iniziava a succhiare il latte, io mi accorgevo che in quei momenti mi sembrava di non aver mai bevuto in tutta la mia vita così mi attaccavo alla bottiglia del latte.

Tutti mi dicevano che dovevo mangiare per avere più latte, praticamente mi sentivo all’ingrasso e poi ho capito che erano tutte emerite minchiate (si scusate il francesismo): la quantità di latte non deriva dal fatto che la mamma mangi di più, anzi è il fatto di allattare che fa consumare circa il doppio delle calorie alla mamma che aumenta il senso di fame in quest’ultima, ma questo aumento di fame non deve essere preso come la scusa per diventare ingorde e mangiare la qualunque!

Anche durante l’allattamento ho sempre mantenuto la mia alimentazione, aumentando magari alcune quantità perchè davvero avevo più fame, ma senza cambiare che cosa stessi mangiando. Ho perseguito la mia dieta vegetariana, variando come sempre le proteine e i cereali, scegliendo sempre e solo alimenti biologici e consumando sempre tanta frutta e verdura.

Per quanto riguarda la mia esperienza con l’allattamento potete leggere questi articoli scritti la scorsa estate, e posso dirvi a distanza ormai di due anni e mezzo che l’unica cosa da fare se doveste avere dubbi o incertezze è chiudere fuori di casa vostra madre, la suocera, le zie e il parentado vario ed eventuale e chiedere solo ed esclusivamente di essere seguite da consulenti professionali preparate su questo tema o una ostetrica di vostra fiducia che possa sostenervi e guidarvi al meglio.

Non ci sono ricette magiche che vi permettano di avere una produzione di latte copiosa, non esistono tisane miracolose e non è vero che la birra fa latte, come non è vero che “non ho latte” o “non ho abbastanza latte” o ancora “il tuo latte ormai è acqua”, esiste solo il rapporto che si crea con il proprio bimbo ( o bimba) e la fiducia che potete riporre nella capacità innata che ogni neonato possiede di succhiare dal seno materno il latte che serve alla propria crescita. Sto andando fuori tema, ma una precisazione su questo argomento mi pareva doverosa visto che ancora oggi c’è pochissima informazione in merito.

Con l’inizio dello svezzamento che per noi è avvenuto con i sei mesi compiuti, anche io ho iniziato a tornare “in forma” ovvero a riprendere possesso del mio corpo e della sua forma, che fino a quel momento era piuttosto tondeggiante e io non riuscivo più a vedermi “così”, mi sembrava che tutte le mie amiche che non allattavano fossero addirittura più magre del pre gravidanza e io mi sentivo una balenottera, considerato che sono anche piuttosto bassa l’effetto palla era immediato.

Sono rientrata nel mio peso forma dopo un paio di mesi dall’inizio dello svezzamento, complice anche l’aumento del lavoro che mi vedeva di nuovo molte ore in piedi a correre e quindi ho smaltito i restanti kg della gravidanza senza impazzire e mi sono sentita nuovamente “in pace” con me stessa vedendomi esattamente “come prima”: a livello psicologico è stato molto importante capire che quello era un momento passeggero e che sarei tornata nel mio peso senza diventare matta e soprattutto senza digiunare per dimagrire, cosa che avrei fatto se avessi avuto ancora gli strascichi dell’anoressia. Ci sono stati anni in cui mi sono raccontata da sola che non volevo figli solo perché avevo paura di vedere come sarebbe cambiato il mio corpo e quanti kg avrei preso se fossi rimasta incinta. Poi quando ho scoperto di essere incinta la gioia è stata così enorme che l’ultimo dei miei pensieri era quello del peso e ho affrontato ogni kg in più sapendo che era necessario per fare spazio a quella piccola creatura che stava crescendo dentro di me e con la piena consapevolezza che avevo un’alimentazione attenta e non stavo usando la gravidanza come scusa per mangiare le peggiori schifezze possibili sulla falsa diceria “che si deve mangiare per due”.

Un consiglio che mi sento davvero di dare con tutto il cuore a chi di voi è in attesa o vuole avere dei bimbi è molto molto semplice: se non avete una alimentazione bene impostata (che siate vegetariane, vegane o onnivore) cercate una brava professionista che può essere una dietista o una nutrizionista e fatevi seguire sia prima che durante la gravidanza e anche nel delicato periodo del post parto! Un riferimento così è davvero molto importante per poter seguire il percorso dei nove mesi in grande serenità e con la consapevolezza che la nostra alimentazione è davvero importante sia per noi, ma soprattutto per i nostri bimbi.

Enjoy the green side of life!

foto tratte da Pinterest.



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